
La zona delle Grange Vercellesi è considerata il cuore della produzione risicola europea. È lì, tra quelle tipiche fattorie, che la famiglia Perinotti vive di coltura e cultura del riso da cinque generazioni. Persone non comuni, che hanno fatto una scelta diversa: investire sulla qualità, cimentandosi con coltivazioni a ridotto impatto ambientale e riscoprendo le varietà più tradizionali e pregiate del prezioso cereale.
Fino a pochi anni fa, al contrario, la risicoltura italiana si basava sulla produzione di quantità e sull'utilizzo indiscriminato di fertilizzanti chimici e fitofarmaci.
Una pratica che, oltre ad abbassare il livello qualitativo del raccolto, aveva messo in serio pericolo la sopravvivenza delle specie animali che abitavano quelle aree paludose, paradiso di rane e volatili. Solo l'introduzione di un tipo d'agricoltura meno forzato ha fatto sì che gli Aironi Cenerini, ormai in via d'estinzione, tornassero a popolare le risaie.
Proprio a questi maestosi uccelli Michele Perinotti ha voluto allora dedicare la giovane azienda che egli conduce con grande entusiasmo e che ha adottato come fiore all'occhiello "il modello produttivo eco-compatibile" disciplinato dal regolamento comunitario 2078.
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